La storia di Antonio – Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

La storia di Antonio – Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore

L’origine dell’indebitamento del consumatore è da individuarsi nel periodo successivo alla separazione dalla prima coniuge.

Il debitore convolava a nozze e, per un periodo di tempo si trasferiva a vivere fuori, seguendo l’ex coniuge.

Nelle more della separazione il consumatore tornava a Pescara, ma non aveva nessuno che potesse aiutarlo economicamente, in quanto il padre era venuto a mancare pochi mesi prima e la madre era costretta a vivere con una piccola pensione di reversibilità del marito appena deceduto.

Trovandosi in difficoltà per provvedere al proprio mantenimento il consumatore cominciava a lavorare come promoter con varie tipologie di contratto a progetto e cocopro, percependo modesti compensi lordi. 

Le somme percepite da tali collaborazioni non erano sufficienti a far sopravvivere il consumatore, pertanto, in assenza di una sistemazione lavorativa stabile e, in un periodo storico in cui le società finanziarie concedevano finanziamenti anche a soggetti senza garanzia, il debitore era costretto a contrarre piccoli prestiti, con successive rinegoziazioni.

La situazione di difficoltà economica divenne presto insostenibile, infatti, nel tempo e in seguito a diverse rinegoziazioni di quei piccoli prestiti iniziali, il debitore non riusciva a far fronte alle rate mensili da sostenere e, anche dopo aver trovato un lavoro stabile, non era in grado di estinguere le proprie posizioni debitorie. Infatti, l’aumento delle rate dei prestiti contratti rendeva insostenibile la situazione finanziaria complessiva, fino a quando il debitore decideva di presentare istanza all’Occ per risolvere definitivamente la problematica del proprio sovraindebitamento.

Una volta che l’Occ nominava il gestore della crisi, lo stesso effettuava tutte le attività necessarie per rilasciare la relazione di fattibilità e richiedeva al debitore una serie di documenti che lo stesso si rendeva disponibile a fornire.

Rilasciata la relazione di fattibilità il ricorso, unitamente a relazione e a tutti i documenti forniti, veniva depositato presso il tribunale che, omologava il piano e autorizzava lo stralcio del 60% dell’intero debito, permettendo al debitore di pagare il debito residuo in rate mensili di € 300, compatibilmente con le esigenze familiari dello stesso debitore.

Una volta terminato il regolare ammortamento del debito, il consumatore ha depositato apposita domanda di esdebitazione presso il tribunale che si è pronunciato positivamente, pertanto, il debitore ha ricominciato a vivere beneficiando del cd “FRESH START”.

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