La storia di Debora – Liquidazione controllata del patrimonio

La storia di Debora – Liquidazione controllata del patrimonio

La causa della crisi da sovra-indebitamento che ha colpito la debitrice è essenzialmente riconducibile alla fiducia mal riposta da parte della ricorrente nei confronti dell’ex marito, il quale in costanza di matrimonio le faceva sottoscrivere la garanzia per un finanziamento contratto dalla società di cui era socio e legale rappresentante pro tempore, finanziamento che poi lo stesso marito si rifiutava di rimborsare, con la conseguenza che il creditore attuale tenta il recupero della somma ai danni della garante.


La situazione si complicava ulteriormente quando, in seguito ad accordi di separazione personale dei coniugi, l’ex marito si assumeva l’onere di provvedere al pagamento della metà delle rate di mutuo al tempo sottoscritto per l’acquisto della casa coniugale, ma anche in tal senso il soggetto si sottraeva, caricando l’intero debito sulle spalle della ricorrente.


A causa di tale situazione, la ricorrente, per far fronte a tutti i debiti ricadenti sulla stessa, provava a risolvere la situazione chiedendo ulteriore finanziamento e carta di credito revolving ad un istituto di credito ma tale circostanza rimandava solo l’inevitabile, infatti, la debitrice, dopo pochi mesi dalla richiesta del finanziamento si trovava impossibilitata a rimborsare le rate dello stesso.
Oltre i debiti già indicati la cliente non riusciva a pagare le spese condominiali ed altre spese legate all’immobile di proprietà.

La debitrice si rivolgeva disperata all’Occ e chiedeva aiuto. L’Occ nominava apposito gestore della crisi che predisponeva relazione particolareggiata con la quale dichiarava la fattibilità della procedura. La relazione veniva affidata all’avv. Della cliente che predisponeva apposito ricorso depositandolo in tribunale.
Il giudice, verificata tutta la documentazione apriva la liquidazione del patrimonio della cliente, pertanto, la stessa beneficiava dell’interruzione di qualunque richiesta di pagamento dai creditori, nel mentre, il liquidatore nominato dal giudice effettuava tutte le attività necessarie per vendere il patrimonio della cliente.


Una volta venduto il patrimonio della cliente, il ricavato serviva per pagare le spese di procedura e in parte i creditori e, solo successivamente la cliente poteva chiedere per il tramite del proprio avvocato, istanza di esdebitazione.

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